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 venerdì, 30 luglio 2010

C’ERA UNA VOLTA …..CASA DOLCE CASA

 

di Flavio Morani 

 Scrivo oggi questo articolo, che chiude anche il sondaggio sul caro vita. L'esito delle votazioni dei lettori sembra inequivocabilmente mettere in evidenza le lacune dell'esecutivo Prodi, reo colpevole forse non tanto dei prezzi di latte e pane, quanto dell'oppressione caricata sui cittadini attraverso l'impressionante aumento della pressione fiscale a livello nazionale e locale, sulle imprese e sui cittadini, e dell'aumento del costo di tutti i servizi a domanda individuale, come gli asili nido i treni ecc...

Certo il costo della vita aumenta e come se aumenta. Tutti se accorgono, tutti i ricchi e tutti i poveri, gli imprenditori, i professionisti e i dipendenti. Non bisogna fare distinzione di classe su questo tema. Chi lo fa sbaglia di grosso ed è fazioso, ed è guidato solo da logiche di potere o di interessi di lobby.

Per farmi meglio capire vi spiego: l'aumento del costo del petrolio colpisce tutti noi indipendentemente dal lavoro che facciamo, indipendentemente che siamo dipendenti o autonomi. In macchina ci andiamo tutti, la benzina la facciamo tutti, a casa ci riscaldiamo tutti. Le bollette arrivano sia alle imprese che alle famiglie. Il costo del denaro aumenta? Questo colpisce tutti, imprese, famiglie e istituzioni che sono indebitate. Certo, poi sul ricco imprenditore questi eventi incidono di meno sulla qualità della vita, o addirittura non incidono per niente, ciò non vuol dire però che essi siano esclusi dal pagare di più per avere dei servizi che prima avevano a costi inferiori.

Ho fatto questo breve escursus per contestare che il problema sia una politica di salari. In  realtà salari e stipendi negli ultimi tre anni sono sempre aumentati più dell'inflazione, giustamente, perché dovevano recuperare dallo shock inflazionistico dovuto all'entrata in vigore dell'euro. E' anche vero che le materie prime sono aumentate, e su tutte il petrolio, che a causa del boom economico dei paesi asiatici, ha visto la sua richiesta aumentare  esponenzialmente a fronte di scorte non rinnovabili.  Anche grano, ferro, rame, acciaio sono saliti di prezzo in modo vertiginoso, influenzando in questo modo i prezzi di tutti i beni e servizi che riteniamo indispensabili per godere di standard di vita dignitosi. Ebbene, dell'euro, del costo del denaro, delle materie prime ne beneficiano tutti, nessuno escluso. Dunque, non  stanno in piedi, a mio avviso, le rivendicazioni sindacali per una nuova politica salariale, che in altri termini non significherebbe altro che aumentare i costi per le imprese rendendole ancora meno competitive, genererebbe una maggior inflazione, che inciderebbe ancora di più sugli indebitamenti, andando a creare una situazione di stag-flazione ovvero un sistema in cui a fronte di un aumento dell'inflazione non corrisponde un aumento del potere di acquisto delle famiglie e le imprese diminuiscono la loro produttività e la loro produzione optando per la soluzione della delocalizzazione verso nuove frontiere.

 In realtà il problema del caro vita non è da affrontare dividendo la popolazione per tipologia di lavoro, bensì per status familiare. Mi spiego meglio: la vera discriminante tra famiglie che stanno bene e famiglie che non arrivano alla fine del mese, è la proprietà piena della prima casa. E' di facile comprensione che se su di un reddito familiare di 2700 euro netti grava un mutuo o un affitto di 1000 euro, si abbassa troppo il margine di reddito da destinare ai consumi.  Oltre al mutuo vanno pagati anche scuola ai figli, alimenti, bollette, automobili. Tutte voci di spesa carissime, che portano a rinunce quali le vacanze, il ristorante, fino ad eccessi come i figli. Purtroppo, è bene ricordarsi che uno dei motivi che hanno condotto all'abbassamento delle nascite in Italia è  proprio la difficoltosa sostenibilità dei costi di un figlio in più. E' palese che questi problemi li sente molto meno chi invece non ha la scure mensile di un affitto o un mutuo.

La proposta che quindi mi aspetto di sentire dalla politica non è "politica dei salari", bensì politica di sostegno alla proprietà o alla prima casa. Quando si dice che gli italiani sono proprietari all'80% della casa, si dovrebbe aggiungere che in gran parte dividono questa proprietà con le banche.

 Detassazione completa degli interessi passivi di un mutuo (così lo stato magari si rende conto anche che cifre pazzesche pagano di interessi le famiglie), cospicui sgravi fiscali per gli affittuari, fondi per incentivare l'acquisto della casa alle giovani coppie, Piani di edilizia Economica e Popolare seri, abolizione dell'ICI, detrazioni e deduzioni per le spese per la manutenzione della casa, esclusione dall'asse ereditario della prima casa, E tutte le buone idee che possono aggiungersi a queste e che vanno nella direzione di rendere tutte le famiglie pienamente proprietarie dell'immobile in cui vivono contribuiranno concretamente a far uscire dalla soglia di povertà tante famiglie italiane che oggi si trovano in questa situazione di estrema difficoltà.

Risultati del sondaggio

1) Incapacità del Governo........................................54%

2) Speculazione al dettaglio......................................21%

3)  Euro...................................................................17%

4)  Materie prime........................................................8%