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 domenica, 5 febbraio 2012

Cenere

di Raffaele Gambigliani Zoccoli

Guglia aveva una casa grandissima.Lo vedevano tutti che la casa di Guglia era immensa da togliere gli occhi.

 E dentro una casa una biblioteca impossibile, con migliaia e migliaia di libri, tutti insieme, in cento e più stanze diverse, tutti ordinati per autori o soggetti.

Guglia li aveva letti tutti. Tutti. Ma proprio tutti, uno dietro l'altro.

Non ce n'era nemmeno uno, lì, in quell'immensa biblioteca, in quelle cento e più stanze, che non avesse letto per intero, senza saltare nemmeno una pagina, nemmeno una riga, nemmeno una parola o una nota, nemmeno un'indicazione bibliografica.

Li aveva letti tutti, tutto quello che ci stava lì dentro.

Tutto.

Era incredibile (da star male a pensarci) - star lì a leggere solo un millesimo di tutta quella carta sottolineata, in tutte quelle stanze grandissime, con tutti quei passaggi, quelle scale, quelle pareti, quei corridoi tappezzati irrimediabilmente da libri, solo e disperso in un infinito silenzio.

Tutti. Ma proprio tutti, uno dietro l'altro.

Tutto.

Guglia leggeva, leggeva da una vita, e tutti pensavano che avrebbe continuato a leggere fino all'ultima contrazione del suo ultimo muscolo. Tutti sapevano che non si sarebbe stancato mai, lui, solo in quella casa grandissima,

e dire che qualcuno sosteneva che una volta avesse vissuto davvero.

Lesse fino a quel giorno.

Fino a quel giorno che uno spiacevole incidente, una semplice distrazione, un incredibile sbaglio, una stupida inavvertenza, un'incauta dimenticanza, si portò via, con le fiamme, tutti i suoi libri, tutto il suo lavoro, tutte le sue stanze arredate come biblioteche impossibili, tutte le piccole annotazioni di tutta una vita.

Si portò via tutto.

di tutta una vita

Tutto, uno dietro l'altro.

Tutto.

Da quel giorno Guglia non ha più letto. Niente. Ma proprio nulla. Se ne sta lì - solo - a contemplare la cenere di tutti i suoi libri, attendendo, senza alcun sentimento, di raggiungere, presto o tardi che sia,

l'incantevole mondo della cenere dispersa.