Dal tour italiano di Nordagarden
Nordagarden percorre il suo "Path of love"
Il giovane musicista indie è in tournée in Italia per promuovere il suo terzo lavoro.
di Roberta De Tomi
Doveva essere la trilogia di un amore cantato in tutte le sue fasi: dalla “mocciana” camminata a “tre metri sopra il cielo”, al distacco, fino alla rottura definitiva. Ma poi la musica ha fatto il suo corso, ed è nato The path of love. Si tratta del terzo album di Terje Nordgarden, meglio conosciuto come Nordagarden. 29 anni, originario di Hamar (Oslo), cantante, musicista, produttore, Terje si pone al di fuori del panorama mainstream, attraverso un lavoro che rifugge dalle etichette, confermando l’interesse delle proposte.
Proprio in questi giorni, dalla terra di Amleto è giunto in Italia a promuovere il lavoro, il terzo della sua carriera (uscito l’anno scorso), dopo Terje Nordgarden (2003) e A brighter kind of blue (2006). A parlarcene è proprio l’autore, in occasione della prima data del suo tour, inaugurato lo scorso 10 gennaio al Circolo Arci “Caracol” di Pisa.
“Ero appena uscito da una storia d’amore - spiega Terje - e ho composto le prime tre canzoni, pensando di realizzare un mini-cd con queste. Le avevo concepite come una trilogia in cui erano contemplati il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno”.
I tre luoghi della Divina Commedia invertiti e incarnati in Up the hillside, The path of Love e Stay Away hanno però avuto uno sviluppo.
“In seguito - continua il musicista - con un amico che ha uno studio a Oslo, abbiamo lavorato su altri pezzi, ed è nato The path of love”.
Dieci tracks in cui chitarra e voce la fanno da padrone, che mostrano la volontà di lavorare sul suono, per elaborarne nuove soluzioni. Come per i precedenti album, in ogni canzone resta intatta la volontà di raccontare una storia, avvolgendo l’ascoltatore in un’atmosfera raffinata e intimistica, ma allo stesso tempo ricca di quelle emozioni che solo la semplicità narrativa, scevra d’intellettualismi, può dare, arrivando direttamente al cuore.
“Per la prima volta - spiega Terje - ho lavorato con una band. E tutte le canzoni nascono da fatti personali”.
Oltre a quelle già citate, si parla di On London town, scritta in occasione della venuta di George Bush nella capitale inglese, Oh brother, composta in terra sarda mentre faceva l’autostop e The Night, l’unica canzone non scritta dal musicista, la cui interpretazione intensa, ne rende la traccia più bella dell’album, a pari merito con quella che gli dà il titolo. C’è anche So far away, brano dedicato al nonno scomparso mentre si trovava in Italia.
Terje è particolarmente legato al nostro paese.. Ha vissuto a Bologna e a Firenze per diverso tempo e ama diversi cantautori nostrani: Fabrizio De André, Lucio Battisti, Roberto Murolo, il Massimo Ranieri del periodo napoletano e Vinicio Capossela. Sul fronte internazionale, suoi ispiratori sono invece Tom Waits, Neil Young, Brian Adams. E un merito va a Bruce Springsteen, poiché è stato un concerto di The Boss, a spingerlo a intraprendere, poco più che adolescente, gli studi musicali.
The path of love ha però una “pecca”, evidenziata dall’autore.
“In questo lavoro - continua il musicista - mi è mancato il lavoro sullo sporco, per cui mi ispiro a Neil Young”.
Intanto continua il tour italiano, che farà tappa in diverse località. Un tour portato avanti sul “sentiero dell’amore”.
Da ascoltare: The Night, The path of love, Oh Brother.
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domenica, 5 febbraio 2012