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 domenica, 5 febbraio 2012

Il doppiaggio del Codice Da Vinci

di Tiziana Voarino

Da Vinci CodeUn successo editoriale internazionale non poteva che attrarre nelle sale cinematografiche di ogni parte del mondo migliaia di spettatori per coinvolgerli nel confronto diretto della loro lettura con il film tra i più visti del 2006. E ormai,  coloro che lo avessero perso, da fine ottobre dello stesso anno, avranno già potuto fruirlo in dvd comodamene seduti nel proprio salotto.

Inseguimenti, fughe, rivelazioni, colpi di scena, tradimenti, ricerche, intrecci tra Vaticano e Opus Day,  di certo non mancano nel Codice da Vinci, a caccia del Sacro Graal. Il suo doppiaggio, invece, rincorre sempre la versione originale, anche sostituendo ai sottotitoli in inglese americano, usati per far comprendere  conversazioni o citazioni in latino e francese, quelli italiani. Un lavoro di post produzione impostato nel rispetto delle scelte del regista Ron Howard per trasporre Il Codice da Vinci, uno dei romanzi più letti della nostra contemporaneità,  in opera filmica.

Manlio Deangelis ha diretto il doppiaggio, a cura della Sefit CDC, con un approccio accurato, proporzionale alla grande attesa suscitata dall'uscita di questo american movie ponendosi l'obiettivo di  ottenere una edizione italiana fedele alla pellicola, equidistante dal libro quanto lo ha voluto, o non voluto, l'american director. Manlio De Angelis con il suo bagaglio di esperienza ha, quindi,  mantenuto un parlato con accenti francesi per ognuno dei personaggi di questa nazionalità.  Ed è stata molto brava Ann Marie Sanchez, la doppiatrice della vivace Audrey Tautou per la crittologa Sophie Neveau, a trasmetterlo con naturalezza. Sono efficaci  Jacques Peyrac nel dare la voce al Jean Reno interprete del capitano Fache e Cesare Barbetti (una delle sue ultime interpretazioni prima di lasciarci) che attribuisce  importanza al ruolo dominante per carisma di Ian McKellen nel personaggio di  Sir Leigh Teabing.  Roberto Chevalier conserva il distacco, la freddezza di Tom Hanks, ma gli regala un' ulteriore rotondità con dei tempi perfetti e un recitato di classe: lavoro meno faticoso  dell' interpretazione vocale italiana di  Truman Capote (il vincitore dell'oscar come miglior attore maschile  Philip Seymour Hoffman) di Bennett Miller in cui ha avventurato la sua voce nel caleidoscopio emozionale dello scrittore americano e che a lui ha valso  l'Anello d'Oro 2006 come miglior voce maschile per il cinema al festival nazionale di doppiaggio "Voci nell'Ombra" di Finale Ligure.  Massimolo Lodolo caratterizza le conversazioni del Bishop Aringarosa/Alfred Molina con cadenza spagnola e pure  Roberto Pedicini per l'albino Silas. Spesso Pedicini ha doppiato personaggi appartenenti alla tipologia dei "non buoni":  a Solinas attribuisce  toni disgustosi,  trascinati, consunti, aderenti  al volto emaciato e  al fisico indebolito dalle pene corporali autoinflitte. Per completare i crediti del doppiaggio: adattamento Elettra Caporello, assistenza al doppiaggio Silvia Ferri, fonico del doppiaggio Fabio Benedetti e fonico di mix Alessandro Checcacci.