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 giovedì, 9 febbraio 2012

IL NUCLEARE NEL FUTURO DELL’EUROPA

 

di Marina Tagle

C’eravamo un po’ sorpresi quando il risultato del sondaggio del nostro magazine, sull’uso delle fonti energetiche, aveva dato al primo posto, con grandi margini, l’uso del nucleare pulito.(http://www.peopleandfreedom.it/tutti_scommettono_sul_nucleare)

E' evidente che, nella mentalità corrente e nella cultura moderna, il problema "nucleare" viene vissuto, per fortuna, con l'ottica della scientificità e non più di quella puramente ideologica.

Oggi la necessità di un graduale superamento del vincolo e della dipendenza energetica dal petrolio è, ed appare alla maggior parte del mondo occidentale, come un non senso politico e scientifico.

Le strategie e le possibilità di creare piani di utilizzo ed approvvigionamento sono varie e tutte valide; soprattutto  occorre che si spezzi il vincolo della dipendenza monolineare, cioè da un solo filone di percorrenza, come ad esempio avviene per l'Italia.

Comunque, in ogni caso, il ritorno a riconsiderare il nucleare è la vera novità politica che si avverte nella E.U. Passa ora l'equazione: energia pulita come il fattore K per rispondere anche al problema ambientale del surriscaldamento del clima della terra. Quindi, accanto alle strategie per la produzione di energia alternativa ecologica, ritorna da protagonista l'energia atomica pulita.

L'Europa del semestre Merkel presenta subito all'incasso un piano per l'energia a largo raggio.

Si parte in maniera ottimistica delineando il traguardo della riduzione di gas serra del 20% entro il 2012, e che il 20% dell'energia usata da tutti i paesi della EU, pari cioè ad un quinto dei consumi, dovrà arrivare da fonti rinnovabili, come ad esempio il biofuel e l'energia eolica(http://www.peopleandfreedom.it/biomassa_e_biofuel ).

Ma ben sappiamo tutti che queste fonti alternative sono costosissime in relazione al modesto quantitativo che si riesce a produrre. Anche in questo caso l'Italia è in posizione atipica; una nazione con scarse materie prime, sprovvista di nucleare e di valide alternative è legata a filo doppio al gas di importazione ed al petrolio.

Oggi ripensare al nucleare pulito è doveroso per le future generazioni; considerando anche che i mercati del gas e dell'elettricità nella EU sono sostanzialmente viziati da strutture organizzative che certo non favoriscono i cittadini consumatori.

Come giustamente ritiene il commissario dell'antitrust europea Neelie Kroes, questi mercati sono inefficienti a causa di una eccessiva concentrazione tra proprietà,  gestione dei flussi e delle reti distributrici.Certo una revisione di questi assetti è necessaria, nonostante le annunciate resistenze di alcuni paesi come ad esempio la Francia, ma la strada è assolutamente in questo senso.

Appare questa la vera scommessa politica prima ancora che economica, che vede tutti i paesi dell'area occidentale schierati sul fronte della ricerca di un nuovo modello di sviluppo energetico che possa intervenire sull'ambiente e nel contempo riequilibrare i rapporti di dipendenza e quindi di forza: il nucleare pulito può fare la differenza.