LA BPER FUTURA IN POLE PER IL RINNOVO VIRTUOSO
IL 16 APRILE ELEZIONE PER IL CDA DELLA BANCA POPOLARE EMILIA ROMAGNA
edit by MARINA TAGLE
Nella città di Modena, l’attenzione delle cronache e dei media è polarizzata sul rinnovo del Consiglio di amministrazione della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, gruppo bancario che negli anni d’oro della sua ascesa è stato il vero “core business” dell’economia della regione.
Terminato lo scontro, anche molto acceso per la nomina del vertice ASCOM, ora il focus è spostato su questa elezione che determinerà una nuova fase negli equilibri ai piani alti del potere finanziario modenese; infatti, per le modalità nuove del sistema elettorale ed i personaggi in lizza, potremmo assistere ad un autentico rinnovamento della governance.
Infatti se è vero che, per la prima volta è previsto l’ingresso in Cda di una lista di minoranza, l’elezione a distanza per i soci sta ponendo nuovi interrogativi nei rapporti tra controllate e controllante sul piano dei pesi e contrappesi, oltre che sul ruolo non secondario della territorialità; dove per territorialità non si intendono certo i punti di raccolta delle deleghe dei soci per la votazione del 16 aprile che sono stati attivati nei supermercati coop…. Come dire … “siamo proprio alla frutta”
La polemica è tra l’attuale dirigenza ed l’unico vero competitor, l’avvocato Samorì fondatore dell’associazione BPER FUTURA (www.ass-bper-futura.it/index.php ), quello che tutti gli osservatori ormai considerano vincente tanto da riproporre, a sintesi del percorso già fatto, il noto l’aforisma “prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono e infine…..vinci.
Quindi, la normale competizione in nome del rinnovamento, ha rapidamente ceduto il passo a uno scenario ben più complessivo in prospettiva futura. Ad affrontarsi sono e saranno due visioni culturali diametralmente opposte:
a) l’interesse alla conservazione ed al mantenimento dei privilegi e dello status quo di una parte della dirigenza attuale;
b) un progetto finanziario dettagliato , dove agli interessi particolari si risponde con la salvaguardia degli interessi di tutti gli attori coinvolti ed in primis il prestigio e il valore della Banca stessa.
Mentre in palio c’è un nuovo assetto in Cda, finalizzato a sostenere solo un management all’altezza del difficile compito di riequilibrare le sorti di un patrimonio dissipato, nessuno vuole parlare di andamenti e risultati, di creazione valore e strategie aziendali, nessuno vuole confrontarsi; si parla di personale “potere” non del reale “potere” dell’Istituto sul mercato e nel mercato.
La BPER Futura - Dipendenti per il rinnovamento - Veri Soci, propone un interessante progetto di rinnovamento culturale prima che finanziario: la cultura del riformismo finanziario, dopo le devastanti performance del credito mondiale, deve, doverosamente, passare dalla trasparenza e dall’etica personale oltre che da quella gestionale.
Questi i sei punti fondamentali su cui si articola la proposta della BPER Futura,e sui quali più volte il Presidente Samorì ha chiesto, ai suoi competitors un confronto pubblico, mai accolto.
1) MODIFICA DELLO STATUTO PER GARANTIRE UNA GOVERNANCE MODERNA ED EFFICIENTE, CONDIZIONE ESSENZIALE PER SOSTENERE IL VALORE DEL TITOLO:
- Introduzione di un sistema di elezione proporzionale degli organi amministrativi e di controllo, al
fine di superare l’attuale totale autoreferenzialità del management;
- Riserva di 2 posti in Consiglio di amministrazione agli investitori istituzionali;
- Riserva di 2 posti in Consiglio di Amministrazione ai dipendenti.
2) INTRODUZIONE DI NORME ETICHE PER LA MORALIZZAZIONE DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI E DI CONTROLLO DELLA BANCA:
- Blocco dei fidi agli amministratori, che devono servire e non essere serviti dalla Banca;
- Introduzione di limiti temporali per le cariche di amministratore e sindaco;
- Ripristino della regola del rapporto proporzionale tra compensi degli amministratori (attualmente completamente fissi e slegati dai risultati) e:
a) utili prodotti dalla Banca
b) dividendi distribuiti ai soci
c) trattamento dei dipendenti
3) TUTELA DEI CLIENTI DELL’EMILIA ROMAGNA:
- Blocco dell’aumento vorticoso delle commissioni, che sta flagellando la clientela storica della
Banca;
- Politica di erogazione del credito focalizzata al sostegno delle famiglie e delle piccole/medie imprese
della nostra Regione;
4) RIPERIMETRAZIONE TERRITORIALE DELLA BANCA AL CENTRO-NORD, CON RIEQUILIBRIO DEGLI
SPORTELLI
5) MIGLIORAMENTO DELL’EFFICIENZA DELLA GESTIONE, MA NON A SCAPITO DEI DIPENDENTI
- Garanzia ai dipendenti esternalizzati (BPER SERVICES, ecc..) del mantenimento del posto di lavoro fino al pensionamento
6) FORTE ED INDUSCUTIBILE CONTRASTO AL PERICOLO DI INGRESSO NELLA COMPAGINE SOCIALE
E ANCOR PIU’ NEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI E DI CONTROLLO DI SOGGETTI IN QUALSIASI
MODO LEGATI O CONNIVENTI CON LE VARIE FORME DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA, IN TOTALE
ADERENZA AI PRINCIPI DRACONIANAMENTE AFFERMATI DAL GOVERNATORE MARIO DRAGHI.
Su piano di risanamento è confluito, per la prima volta, un sindacato, la UGL credito che il una lettera aperta ha manifestato la sua adesione, confermata poi con la presenza, in conferenza stampa di presentazione, del suo portavoce Francesco Battaglia per l’associazione DIPENDENTI PER IL RINNOVAMENTO.
Così come è da sottolineare l’interesse della delegata CGL credito Alessandra Bernaroli, segretaria coordinatrice in BPER che, prendendo parola a titolo personale, ha sostenuto la necessità di contribuire alla realizzazione di questo importante processo innovatore che vede attestare nuovi equilibri sistemici anche per i dipendenti che, con i soci ed i clienti costituiscono oggi la parte mortificata e perdente.
Nell’assemblea di primavera 2011 non si rinnova solo un normale Cda; la BPER, che è stata sin dal suo nascere il cuore e la vera city-money degli emiliani, sembra oggi aver tradito lo spirito degli instancabili protagonisti della sua crescita ed incrinato quel rapporto fiduciario con la città, i soci , i dipendenti ed i clienti, tutti.
Il cambiamento può innescare quel percorso virtuoso auspicato non solo dalle categorie direttamente interessate, ma anche da investitori istituzionali italiani e internazionali.
Sono tre le liste depositate per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Bper per il 2011-2013 in vista dell'assemblea del 16 aprile. La prima ripropone consiglieri uscenti Piero Ferrari, Alberto Marri, Giuseppe Lusignani, Fioravante Montanari, Erminio Spallanzani, Massimo Giusti. Nella seconda (0,6076% del capitale) compaiono Giampiero Samorì, Edoardo Rossetti, Roberto Marchini, Stefano Cosci, Damiano Antolini, Matteo Poletti; nella terza (0,54% del capitale), Manfredi Luongo, Anna Mantice, Francesco Limatola, Michele Calabrese, Francesco Serra e Luigi Muto.


giovedì, 23 febbraio 2012