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 venerdì, 30 luglio 2010

La solidarietà del BelPaese

La solidarietà internazionale e i contributi delle casalinghe italiane.

Buon anno!!!!  Che il 2007 sia per tutti voi un anno di pace, amore, serenità e possibilmente anche proficuo.

A proposito di denaro, non mi ricordo su quale quotidiano ho letto negli ultimi tempi di una disposizione un decreto o di una legge promulgato da qualche governante del Bel Paese che a larghe linee cita così:

Ogni straniero proveniente da paesi dell'Est Europa, in particolare Albanese e/o Romeno residente in Italia con permesso di soggiorno che dimostra di avere in famiglia parenti indigenti con più di sessantacinque anni, ha il diritto ad avere una "pensione o sussidio" pari ad Euro 381 mensili.

Però. Non mica male, sono quasi tentato di chiedere la cittadinanza a uno di questi paesi. Ritengo a questo punto doveroso porgermi degli interrogativi:

A)    Come diavolo farebbe l'autorità preposta al controllo della situazione succitata a verificarne la liceità, considerando che la popolazione di quei paesi in questo periodo in Italia, non è in parte nemmeno conosciuta, come farebbero questi funzionari a controllare l'identità di questi immigrati con i documenti redatti nella lingua di origine e in buona parte quasi per certo falsi.

B)    Come si fa a decidere chi ha diritto o no a ricevere questa " pensione ".

Un piccolo esempio; se io fossi un Albanese o un Romeno prenderei dei vecchietti dal mio paese, ogni tanto ( in fase di controllo ) li porterei in Italia con documenti chiaramente falsi dichiarando che il signor tizio è mio padre,mio zio, mio nonno dopodichè sarei proprio curioso di vedere chi è in grado di smentirmi.

Prima di continuare a parlare di questa gran solidarietà ritengo sia dovuto ricostruire una storia a caso di una qualunque cittadina Italiana.

LA SIGNORA ROSA

La signora Rosa nasce in Italia alla metà degli anni cinquanta da una normale famiglia di lavoratori, è fortunata, sia il padre sia la madre lavorano quindi studia sino alle medie inferiori, dopodichè se ha culo trova un lavoro, un qualsiasi lavoro perché il mercato è quello che è e allora ci si deve accontentare, si prende quello che c'è.

Ma alla signora Rosa ciò non basta ed essendo molto volenterosa volendo almeno conseguire un diploma di maturità si iscrive alla scuola, (SERALE NATURALMENTE ) non è che fa salti di gioia, anzi, essendo pendolare tutti i santi giorni lavorativi alle 6 del mattino si alza, di corsa esce, prende i mezzi, bus, treno, metrò tram, quello che è insomma e giunge sul posto di lavoro, mangia quello che capita magari viene pure trattata male e alla sera dopo la scuola rifà la solita trafila dei mezzi di trasporto, quindi la signora Rosa rimane praticamente in ballo dalla 15 alle 17 ore al dì per uno stipendio medio mensile di euro 700 al netto dei CONTRIBUTI ma con una gran soddisfazione di erudirsi per migliorare il tenore di vita suo e della sua famiglia.

Che soddisfazioni! Vita privata, molto, molto risicata. Lavoro casa, casa lavoro, ( e scuola ) ciononostante la signora Rosa riesce in qualche modo ad avere delle frequentazioni e un bel giorno incontra l'uomo dei suoi sogni e decide quindi di convolare a nozze.

Dalla padella alla brace, oltre alla "vita" di prima ora si aggiunge il LAVORO della casa la spesa magari anche i figli, ORA BASTA NON SE NE PUO PIU.

A questo punto, conti alla mano, la signora Rosa decide di licenziarsi e fare la casalinga a tempo pieno, perché, meglio rinunciare ad un magro stipendio ma gestire al meglio le necessità del nucleo famigliare, in pratica la signora Rosa a lavorato 14 anni di corsa e mal pagata e si ritrova a lavorare anche di più, se pur in autonomia, gratuitamente e forse anche con ( si spera di no ) non molte soddisfazioni.

Ma la signora Rosa in quei quattordici anni di lavoro ha versato non pochi contributi e pur avendo iniziato a lavorare a 14 anni e ora se ne ritrova 55 NON PUO accedere al sistema pensionistico che prevede UN MINIMO CONTRIBUTIVO di 15 o 20 anni.

I contributi versati dove sono finiti?

Mah!    Non è dato saperlo e quindi la signora Rosa dovrà attendere l'età di anni 65 per avere la pensione sociale, di circa 381 EURO mese, con l'augurio che nel frattempo non siano cambiate  le leggi.

Guarda caso la pensione della nostra molto bistrattata amica Rosa è uguale a quella di cui si parlava inizialmente riferita ai nostri nuovi compagni di viaggio dei Balcani, con la piccola differenza che questi signori nelle casse del governo Italiano (quindi le NOSTRE TASCHE ) NON hanno mai versato proprio nulla, e mi fermo lì.

Ora io Merlino, mi chiedo, non sarebbe più logico e giusto restituire alle varie signore Rosa i contributi versati durante il periodo lavorativo od usarli come fondo integrativo della loro pensione sociale?

E poi,  il governo di un paese che si considera all'avanguardia in fatto di diritti umani e di giustizia non dovrebbe PRIMA RISOLVERE I GROSSI PROBLEMI DEL SUO POPOLO e poi se è così grande pensare agli altri?

La mia netta impressione e che il governo italiano oltre a fottersi i versamenti della signora Rosa, Pina, Gina, Tina, Mina etc. etc. Attinga anche a finanziamenti europei REGALANDO LA PENSIONE SOCIALE ai nuovi arrivati nell'Europa " unita " in cambio di futuri ipotetici voti elettorali. Questo pensiero si aggira spesso nella mente della signora Rosa e vi dirò anche nel mio. Come citavano gli antichi cinesi con riferimento alle persone bisognose:

SE UN UOMO TI CHIEDE DEL PESCE, REGALAGLI UNA CANNA DA PESCA E INSEGNAGLI A PESCARE.

Io aggiungerei: NON REGALARGLI LA PENSIONE DELLA SIGNORA ROSA perché prima o poi questa si incazza!

A presto.

                                               Merlino il mago (cn.kqtor@tin.it)