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 giovedì, 23 febbraio 2012

Création d'une commission d'enquête ivoirienne

Fonti BBC e MISNA

Lingue: Francese e Italiano (in basso)

Le gouvernement ivoirien a décidé de créer "une commission nationale d'enquête à l'effet de faire la lumière sur toutes les
violations des droits de l'Homme commises pendant la crise post-électorale", selon un communiqué du porte-parole du gouvernement.

Le président Alassane Ouattara avait déjà promis que les violations ne resteraient pas impunies, y compris celles commises par les forces qui lui sont fidèles.

L'ONU ainsi que des organisations de défense des droits de l'homme ont indiqué que les deux camps, c'est à dire celui d'Alassane Ouattara et de Laurent Gbagbo, l'ancien président, ont commis des crimes contre l'humanité.

Les Etats-Unis avaient indiqué mercredi que la Côte d'Ivoirecomptait quelque 500 mille déplacés de Côte d'Ivoire.

Des rapports publiés ces derniers temps accusaient les forces républicaines d'exactions sur les partisans de Laurent Gbagbo.

Et dans un nouveau rapport, l'organisation des droits de l'homme Human Rights Watch a mis en doute la neutralité de la justice ivoirienne pour juger les personnes responsables de ces violations.

L'ONG relève que jusqu'ici, les auteurs de crimes dans le camp Ouattara sont à l'abri des arrestations.

 

NOTIZIA IN ITALIANO

Decine di persone vicine all’ex presidente Laurent Gbagbo “detenute arbitrariamente”, cioè senza alcun capo di accusa formale, e altre “maltrattate” dai soldati del neo presidente Alassane Dramane Ouattara: è l’ultima denuncia di violazione dei diritti umani formulata da Amnesty International. L’organizzazione di difesa dei diritti umani riferisce che a più di due mesi dell’arresto di Gbagbo, una cinquantina di persone versano in condizioni difficili, tra cui personalità politiche di primo piano. Secondo Amnesty International, “21 persone sono trattenute presso l’albergo La Pergola di Abidjan”, sotto custodia dei caschi blu della locale missione Onu (Onuci). L’organizzazione aggiunge che “alcune di loro ho subito maltrattamenti da parte delle Forze repubblicane di Costa d’Avorio (Frci) e sotto gli occhi del soldati francesi della Licorne”. In base ad un elenco pubblicato dal procuratore della Repubblica, circa 200 persone dell’entourage di Gbagbo sono attualmente colpite da misure restrittive. In conferenza stampa il ministro dei Diritti umani e delle libertà pubbliche, Gnenema Coulibaly, ha sottolineato che le procedure avviate sono rispettose della legalità giuridica.

“Sono due suoni di campane opposti: il governo parla di tutela e di assegnazione a residenza coatta di personalità legate all’ex regime mentre le organizzazioni di difesa dei diritti umani denunciano detenzioni, maltrattamenti e violazione dei diritti umani. Di giorno in giorno la polemica cresce sulla questione” dice alla MISNA una fonte della società civile contattata nella capitale economica. Ad ogni modo per Amnesty International “non è un inizio di mandato incoraggiante per la presidenza Ouattara” ha detto la vice direttrice dell’organizzazione, Véronique Aubert, mentre le autorità ivoriane annunciano l’avvio delle indagini per chiarire le responsabilità nei crimini post-elettorali che hanno portato alla morte di 3.000 persone. Un apposito ufficio per raccogliere le deposizioni di decine di testimoni è stato aperto a Cocody (est Abidjan) mentre investigatori verranno inviati su tutto il territorio nazionale ha assicurato il ministro della Giustizia, Jeannot Ahoussou, precisando che due procedure sono aperte, la prima sul versante economico la seconda sui crimini perpetrati. Inoltre una missione preliminare della Corte penale internazionale (Cpi) si recherà in Costa d’Avorio dal 27 giugno al 4 luglio per valutare la situazione prima di inviare investigatori in via ufficiale. [VV]