PRO LIFE - LA DIGNITA’ DELL’ESSERE UMANO AL CENTRO DEL DIBATTITO POLITICO
Il Forum del Movimento per la vita ha inviato a tutti i candidati alla Presidenza del Consiglio delle varie liste un documento (riportato qui sotto) che partendo dalla premessa del riconoscimento della soggettività sociale della famiglia fondata sul matrimonio e dell'impegno alla tutela della vita dal concepimento al suo termine naturale, avanza due richieste specifiche da inserire nei programmi elettorali. Il documento chiede l'adozione di strumenti legislativi per il raggiungimento di un trattamento equipollente tra scuole statali e paritarie.
In particolare insiste sugli aspetti fiscali, che sono oggetto di una petizione popolare su cui è attualmente in corso la raccolta di firme. Si chiede agli aspiranti premier di assumere l'impegno di introdurre un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento dei familiari a carico e che preveda anche un'imposta negativa a favore degli "incapienti" ed una coerente riforma del sistema tariffario e delle addizionali locali.
Per presentare queste istanze è stato richiesto ai candidati un incontro urgente del cui esito sarà data pubblicità nei prossimi giorni.
Le questioni di fondo: FAMIGLIA e VITA FAMIGLIA
In questo senso le politiche sociali devono guardare la famiglia come soggetto portatore di diritti e tutte le strategie di risposta ai bisogni sociali devono essere pensate in funzione della famiglia come soggetto attivo e responsabile anziché come mero destinatario di servizi o interventi.
VITA
E' fondamentale il riconoscimento della soggettività giuridica dell'essere umano, a partire dal concepimento. In conformità a questo principio, si richiede l'impegno a non modificare la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, confermata da un referendum popolare. Ferma restando la nostra valutazione negativa dell'aborto, che rimane un evento drammatico non solo per la donna ma per l'intera società, e della legge 194 (interruzione volontaria della gravidanza), è necessario mettere in atto un'effettiva tutela sociale della maternità, promuovendo l'applicazione integrale della parte preventiva della stessa legge, valorizzando il ruolo del volontariato e riformando i consultori familiari in modo da renderli luoghi effettivi di concreta e possibile alternativa all'aborto. In coerenza con la scelta per la vita, è da escludere l'introduzione dell'eutanasia nell'ordinamento giuridico italiano; con la promozione di politiche adeguate (assistenza domiciliare, cure palliative, terapia del dolore), a sostegno del malato terminale.
Due proposte alla politica: FISCO ed EDUCAZIONE FISCO
E' necessario prendere atto che ancora oggi in Italia il sistema fiscale penalizza le famiglie con figli (o altri familiari) a carico. Un fisco ingiusto significa famiglie povere, famiglie che non ce la fanno, figli che non nascono. Un Paese che non si rinnova.Va introdotto quindi un sistema fiscale basato non solo sull'equità verticale, ma anche sull'equità orizzontale, che, a parità di reddito percepito, tenga conto del numero dei componenti il nucleo familiare per determinare il reddito imponibile. Si richiede quindi un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ciascun membro della famiglia. Non togliere al contribuente, attraverso l'imposizione fiscale, le risorse indispensabili al mantenimento di ciascun familiare, significa riconoscere al contribuente un ben diverso grado di autonomia e libertà rispetto al ricevere dallo Stato provvidenze varie. Va inoltre affrontato il problema dei cosiddetti "incapienti", con l'introduzione di un'integrazione al reddito pari al beneficio della deduzione. Va pensato infine un nuovo sistema tariffario e di calcolo delle addizionali locali che non penalizzi i carichi familiari come avviene attualmente.
EDUCAZIONE
Il tema educativo è decisivo per il futuro delle nuove generazioni; l'investimento nell'istruzione garantisce lo sviluppo e la competitività del Paese. L'educazione è compito primario e insostituibile delle figure genitoriali ma coinvolge la responsabilità delle altre agenzie educative, a partire dalla scuola in funzione sussidiaria alla famiglia. È decisivo quindi che la famiglia possa svolgere nella scuola il proprio originale ruolo di responsabilità educativa, contribuendo, in corresponsabilità con i docenti, a definire la costruzione di un vero patto educativo. L'autonomia delle istituzioni scolastiche (l. 59/1997) va di pari passo con la realizzazione del sistema integrato (l. 62/2000).
È necessario definire e costruire con le Regioni percorsi di istruzione e formazione professionale indispensabili per contrastare la dispersione scolastica e per allargare l'offerta formativa. È fondamentale garantire non solo l'autonomia costituzionale delle istituzioni scolastiche, ma anche il raggiungimento di un trattamento equipollente tra scuole statali e paritarie per consentire alle famiglie, indipendentemente dal reddito, una vera libertà di scelta educativa.


domenica, 5 febbraio 2012