Un’artefice sconosciuta dell’integrazione europea: Lina Morino
Un’artefice sconosciuta dell’integrazione europea: Lina Morino
di Tiziana di Maio
«Gentile Signora, La ringrazio per la Sua lettera del 21 ottobre. Anche se essa mi prospetta nuovo lavoro, mi sono immensamente rallegrato nel ricevere di nuovo Sue notizie, soprattutto, perché l’intestazione della carta dimostra che il Suo impegno di allora per l’Unione carbosiderurgica, nel frattempo, ha prodotto un meritato risultato».
Così scriveva Konrad Kraske, coordinatore nazionale della CDU-CSU, il 29 ottobre 1958 a Lina Morino, direttore dell’Ufficio stampa e informazione delle Comunità Europee, accettando l’invito a scrivere un articolo per la rivista della Democrazia Cristiana «La Discussione», sul programma enunciato dalla CDU nel suo congresso del 1958 in merito al tema Lo stato sociale di diritto. L’impegno di Lina Morino per l’Europa era iniziato nell’immediato secondo dopoguerra, quando, come rappresentante della Democrazia Cristiana italiana, prese parte alle riunioni dei rappresentanti dei partiti cristiani dell’Europa occidentale che si svolsero a Ginevra dal 1947 al 1955. Lina Morino era una giornalista e quello di direttore dell’Ufficio stampa e informazione delle Comunità Europee fu il suo solo incarico ufficiale nell’ambito delle istituzioni comunitarie. Ella non ebbe un incarico di governo e non fu mai parlamentare ; cattolica e democristiana della prima ora, si impegnò attivamente nell’ambito del suo partito, soprattutto, nel settore della cooperazione internazionale con gli altri partiti di ispirazione cristiana, ma il suo nome non figura tra le cariche istituzionali della Democrazia Cristiana. Coloro che la conobbero , la ricordano come una «intellettuale», «una brava giornalista»; «infaticabile» è l’aggettivo che più spesso accompagna questi ricordi, ma nessuno la ricorda per la sua attività politica o per il suo impegno in ambito europeo. Negli Archivi italiani è un’impresa vana trovare il nome “Morino”, o una traccia del suo lavoro.
L’“infaticabile” attività di Lina Morino può essere, invece, ben ricostruita attraverso le carte conservate negli Archivi tedeschi: quelle della CDU; quelle personali del cancelliere Konrad Adenauer; quelle della CSU ed infine, quelle dell’Archivio federale. Uno studio attento e approfondito di queste carte permette di delineare il ruolo svolto dalla dott.ssa Morino, nell’ambito della Democrazia Cristiana italiana a favore dell’avvio del processo di integrazione europea e, soprattutto, a favore di una rapida integrazione della Repubblica federale di Germania nella comunità internazionale nel secondo dopoguerra. Il suo, fu un ruolo informale, ma non per questo meno rilevante di altri ruoli istituzionalmente riconosciuti e svolti da ben più note personalità politiche: nell’immediato dopoguerra, Lina Morino fu il trait d’union tra la Democrazia Cristiana italiana e quella tedesca e, per circa vent’anni, tra la fine degli anni Quaranta e Sessanta, si impegnò senza sosta, sia come collaboratrice dei segretari della DC che si avvicendarono in quegli anni, sia attraverso l’attività di giornalista e scrittrice, a favore della cooperazione tra i partiti cristiani d’Europa in funzione dell’integrazione, dell’unità e del mantenimento della pace nel vecchio continente. Questo saggio si propone, sinteticamente e sulla base della documentazione sino ad ora disponibile, di delineare il ruolo informale svolto da Lina Morino per la DC e per l’Europa.
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