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 venerdì, 30 luglio 2010

Un fenomeno spesso ignorato

Mobbing nei Comuni: una rassegna giurisprudenziale interessante


di Simonetta Delle Donne

mobbingPer onestà intellettuale occorre riconoscere che il mobbing non è un argomento completamente sviscerato: infatti, vi sono ambienti lavorativi rimasti pressoché nascosti all’opinione pubblica, che conseguentemente ha acquisito una visione distorta di certe realtà e crede, ad esempio, che solo il settore privato sia interessato da questo drammatico fenomeno. Il mito del dipendente pubblico fannullone e lavativo mal si concilia con l’immagine di un lavoratore onesto e impegnato, soggetto alle angherie dei superiori e dei colleghi, che attuando un vero e proprio disegno persecutorio, isolano il malcapitato, per espellerlo dall’Ente. Eppure sembra proprio che questo accada anche nei Comuni italiani, sebbene non se ne parli mai!

Il Comune si potrebbe a ragion veduta definirsi la Pubblica Amministrazione per eccellenza, l’Ente più vicino al cittadino, ma paradossalmente, proprio qui il
mobbing viene strategicamente ignorato da chi dovrebbe prevenirlo e combatterlo e vi sono fatti chiari che attestano tutto questo. Così, qui come altrove, le strategie del mobbing confermano quanto Aristotele insegnava, cioè che l’uomo è un animale essenzialmente sociale, che ha bisogno degli altri per vivere. Orbene, il mobber cerca e riesce ad isolare completamente la sua vittima, mediante un sistematico progressivo depauperamento professionale. Si innesca così nel soggetto braccato quel naturale processo di disistima che, quando non porta al suicidio, lascia segni indelebili sul malcapitato e sui congiunti, con esorbitanti costi sociali.

mobbingE pensare che sarebbe sufficiente applicare la Costituzione italiana, i quattro Codici e il D.lgs. del 9 luglio 2003 n.216 che all’art.1 afferma che. “Il presente decreto reca le disposizioni relative all'attuazione della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione, dalle convinzioni personali, dagli handicap, dall'età e dall'orientamento sessuale, per quanto concerne l'occupazione e le condizioni di lavoro, disponendo le misure necessarie affinché tali fattori non siano causa di discriminazione, in un'ottica che tenga conto anche del diverso impatto che le stesse forme di discriminazione possono avere su donne e uomini”.

Navigando su internet è possibile rintracciare alcune sentenze (qui sotto scaricabili) che riguardano proprio dipendenti comunali e, sebbene il materiale sia davvero scarso e non sempre completo (talora manca addirittura il nome del Comune) offre la possibilità di svolgere alcune brevi riflessioni:

1. Sembra che molti dipendenti comunali vivano situazioni di disagio, che presentano le caratteristiche tipiche del
mobbing. Sarebbe davvero interessante avere un calcolo esatto di tutti i processi in corso!

2. Sembra che questo fenomeno non presenti difformità tra il Nord e il Sud, nemmeno che vi siano differenze tra i piccoli Comuni e i grandi.

3. Sembra che vengano mobbizzati indifferentemente uomini e donne, sebbene i primi pare ricorrano più spesso al tribunale per difendere i propri diritti sul lavoro. I motivi possono essere diversi, dovuti sia all’atteggiamento femminile, più accomodante nei confronti delle decisioni dell’Ente, sia al ruolo maschile, solitamente più elevato rispetto a quello delle colleghe, quindi meglio retribuito.  

4. Risulta importante sottolineare che quasi sempre si tratta di lavoratori appartenenti alla categoria giudica D, che riunisce i dipendenti ex 7^ ed ex 8^ q.f., cioè quella fascia più problematica all’interno del personale comunale, perché contempla coloro che, avendo acquisito specifiche professionalità, gestiscono responsabilità importanti in materia di risorse, coordinano gruppi, propongono/decidono in materia di spesa.

5. Nelle sentenze sotto riportate, rammarica e sorprende al contempo il fatto che queste situazioni, talora davvero drammatiche, riguardino dipendenti che da molti anni operano all’interno dell’Ente, in alcuni casi ormai in procinto di giungere alla pensione!

6. Probabilmente si tratta di un fenomeno che riguarda i lavoratori di tutti i Settori comunali, anche se le uniche sentenze rintracciate in internet hanno messo in rilievo la Polizia Municipale e i Lavori Pubblici: Settori particolarmente delicati e particolarmente visibili per ogni Amministrazione Comunale.

7. Sembra che solo i giudici di merito (primo e secondo grado di giudizio) si stiano occupando di questi casi di mobbing: ecco perché vi è pochissima visibilità!

8. Nei prossimi anni molte cause riguardanti i dipendenti comunali mobbizzati saranno sicuramente trattate anche dalla Corte di Cassazione, sia perché le loro domande spesso vengono rigettate nei precedenti gradi, sia perché quasi mai vengono accolte tutte quelle promosse. Naturalmente, in caso di vittoria, i Comuni saranno gravati da ingenti risarcimenti per i molteplici danni sofferti dai loro dipendenti! Quindi il danno continua a ricadere sulla collettività!

9. Nella maggior parte dei casi, questo fenomeno è stato una conseguenza diretta delle elezioni amministrative di ogni Ente interessato, che hanno comportato una riorganizzazione interna dei Servizi con l’affidamento di incarichi a personale esterno, costringendo i dipendenti di ruolo a gravosi cambi mansionali, con conseguente depauperamento professionale. Stupisce che questo processo nefasto sia stato avviato, in tutta Italia, quasi contemporaneamente, e che non si sia ancora esaurito! Sembra proprio che alcuni CCNL abbiano avuto questa finalità e prova ne è il fatto che, in questi anni, i Sindacati raramente siano intervenuti in aiuto degli oppressi!

10. Molto probabilmente, a far tempo dal 1999, questo fenomeno è stato favorito ed il mobbing è dilagato nei Comuni, proprio applicando in modo distorto il CCNL 1°/03/1999, che ha trasformato le qualifiche funzionali in categorie giuridiche, consentendo ad Amministratori e Dirigenti di operare con eccessiva “elasticità”, penalizzando i dipendenti scomodi.

Per un maggior approfondimento dei casi di giurisprudenza, scarica l'allegato qui sotto o clicca qui .


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